Asso Viva

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OCCHI APERTI SULLA CASCATA

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Avete letto l'articolo qui a fianco sulla presa di possesso dell'Amministrazione dei terreni della cascata? Bene ma non dimentichiamo il Supermercato ed evitiamo il fumo negli occhi.  Sarà meglio infatti non dimenticare che finchè non sarà approvato il nuovo PGT con il cambio dei parametri edificatori del terreno resterà l'edificabilità elevatissima dell'attuale piano regolatore su tutta la parte dei terreni non acquistati dal Comune e di proprietà del privato.

La promessa del parco pubblico condiviso da tutti fatta dal Comune, tolto l'acquisto delle case diroccate e del terreno che le circonda, non è stata seguita da alcuna iniziativa concreta che indichi che l'Amministrazione sia intenzionata ad interfacciarsi e discutere con altri del futuro della cascata e dei terreni che la circondano.

Se si comportano come al solito, e tutto testimonia che lo stanno facendo, prepareranno un progetto che va bene a loro e poi lo sottoporranno agli altri per l'approvazione: prepariamoci ad una probabile nuova battaglia.

Altra possibilità è che tirino in lungo senza far niente con la scusa che non hanno soldi e che hanno speso già troppo con l'acquisto di parte dei terreni oppure per invocare il concorso pesante e determinante del privato in cambio di una congrua edificabilità come compenso.

In ogni caso teniamo gli occhi aperti e aspettiamo atti concreti e ufficiali e non le solite chiacchiere di strada in cui sono bravissimi!

 

RISPOSTA ALLE AFFERMAZIONI DEL SINDACO SUL GIORNALE LA PROVINCIA IN MERITO ALL'APPALTO DEL GAS FATTO DALLA COMUNITA' MONTANA

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Sappiamo ormai da tempo che per i piccoli Einstein che pensano di essere i nostri amministratori noi dell'opposizione siamo ignoranti e non capiamo la loro bravura e preparazione. Ma abbiamo sempre cristianamente pensato che chi si ritiene così superiore agli altri da insultarli ogni volta che si discute (come nell'articolo su La Provincia) bisogna lasciarlo vivere nella sua inferiorità e sopportarlo con pazienza.

Naturalmente per impedirci di fare confronti reali e oggettivi tra il contratto per il gas di Asso con quello della Comunità Montana e quindi per cercare di far passare per vere le loro affermazioni non supportate da dati di fatto, da ormai un mese non ci danno la copia del contratto che abbiamo richiesto per iscritto in Comune sostenendo che la richiesta non era chiara. Reiterata la richiesta stiamo aspettando pazientemente. Quando sapremo esattamente cosa prevede il contratto ENEL GAS vi aggiorneremo e potrete fare quei paragoni che il Comune si guarda bene dal farvi fare dandovi dati precisi.

Le loro affermazioni, senza prove e cifre reali come al solito, tendono solo ad istillare dubbi maligni e tutti da dimostrare, ma noi siamo in grado di smontarle una per una meravigliandoci per il fatto che non sappiano certe cose e che ne dimentichino altre. Ma forse non è il caso di meravigliarsi!!

Il Sindaco afferma:

  1. il segretario comunale ha dato parere negativo, ma non dice che non l'ha certo fatto per iscritto e che altri segretari erano di parere più possibilista. La sfidiamo a tirar fuori e mostrare il parere scritto e firmato del Segretario sulla illegittimità o meno della gara. Alcune sue dichiarazioni tra l'altro sono rimaste nei verbali del Consiglio.

  2. Afferma poi in modo insinuante e maligno che uno sconto del 50% fa venire il dubbio più che legittimo che tale vantaggio sarà annullato in futuro da aumenti del prezzo sulla bolletta fatti da ACSM-AGAM. Ma come fa un Sindaco così preparato a non sapere che il prezzo del gas viene stabilito con una supervisione dell'apposita Authority del Gas e non può essere deciso autonomamente da Acsm Agam?

  3. Il Sindaco domanda: la Comunità Montana ha proposto un valore congruo per gli impianti vecchi e usurati del gas? Qui mette in dubbio le capacità di governo e l'onestà di tutti, Presidente, Assessori e Sindaci che costituiscono gli organi ufficiali della Comunità Montana nel valutare il valore degli impianti, insinuando il dubbio che li abbiano valutati chissà come a danno dei cittadini: cattiveria gratuita perchè non dimostrata. Ma il grave è che la valutazione è stata portata a termine con la consulenza di Ancitel, organo tecnico riferito ad ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani di cui il Sindaco fa parte). ANCORA PIU' GRAVE IL FATTO CHE Asso, avendo aderito al progetto del gas della Comunità, ha dovuto pagare 12.070 euro circa ad Ancitel per la consulenza sugli impianti di Asso. Essendosi ritirata dal progetto all'ultimo momento il Sindaco ha dovuto pagare e i soldi sono risultati buttati assolutamente per niente e non potranno essere utilizzati per l'appalto che il Comune deve ancora fare dato che la perizia pare intestata alla C.M.. MA IL GRAVE è che il nostro bravissimo Sindaco deve conoscere perfettamente la valutazione visto che l'ha pagata profumatamente e perchè allora spara dubbi? Se io avessi la prova di una cosa simile non esiterei a renderla pubblica con fatti e cifre e se non l'avessi me ne starei zitto, altrimenti verrei considerato in malafede.

 

Sono stufo dei provvedimenti presi per il nostro bene da MONTI che ci massacrano di tasse e poi sentirmi dire dal Sindaco che non può fare a meno di applicarli, sono stufo di prendere mazzate di tasse da chi per far tornare i conti non sa fare altro che aumentarle!! Voglio ricordarle, Sig. Sindaco, che l'IMU si applica in modo più o meno favorevole ai cittadini. Il Comune infatti può aumentarla o diminuirla e non di poco: grazie al gas vogliamo scommettere su quale sarà la decisione di Asso?? E dove andrà a finire in futuro se continua l'allegra gestione? Con i rifiuti e con alcuni estimi abbiamo già avuto dei begli esempi di aumenti (rifiuti + 30%).

Ma gli Assesi avranno voglia di ribellarsi al massacro fiscale locale che sta arrivando? Paghiamo poche tasse al Comune, dice il Sindaco, ed è per questo che sta provvedendo da un pò ( rifiuti, addizionale IRPEF, estimi, IMU )a raggiungere livelli ben più alti.

 

APPALTO DEL GAS , COME DICEVA TOTO',.... E IO PAGO!! PECCATO CHE OLTRE AI CITTADINI PERDE ANCHE IL COMUNE.

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In questi giorni è arrivata la buona(?) notizia che il Tar ha dato ragione al Comune e condannato la Comunità Montana a pagare i famosi 51.000 euro che aveva revocato. Perchè ho messo un punto interrogativo? Semplice: non è detto che la C.M. non faccia ricorso ad un organo superiore e che questo riveda la sentenza che, a mio parere e di qualche amico avvocato, presenta alcuni aspetti  piuttosto discutibili. E le spese salirebbero. Se i 51.000 euro arriveranno sarà un brodino ricostituente momentaneo per un Comune che versa in condizioni economiche precarie ma che per il futuro potrebbe, visti alcuni metodi politici che spesso vengono usati, vedersi precludere altri finanziamenti o comunque aiuti della Comunità Montana. Sarebbe un bel danno, ma a volte succede quando si calca troppo la mano nei rapporti tra Istituzioni.
In questa sede però non ci interessano le ripicche, gli scarica barile e le colpe addossate sempre ad altri o le scuse accampate arrampicandosi sui vetri, ma il fatto che un Comune litigioso e maldestramente prepotente comprometta ancora di più la sua situazione economica per puntiglio e per malinteso senso di orgoglio.
E questo lo dico perchè quello descritto sopra non è l'unico caso ma ne conosco almeno un altro decisamente più grave dovuto probabilmente agli stessi motivi e sicuramente anche ad una sopravalutazione della propria sapienza amministrativa e alla pretesa di imporla agli altri. Ma veniamo ai fatti.
La Comunità Montana, in occasione della decadenza per legge delle convenzioni stipulate in passato per l'erogazione del gas, prima che entri in vigore la nuova normativa, decide di fare una gara d'appalto per 16 Comuni e questo perchè sarebbe stata sicuramente molto più conveniente che non fatta da singoli Comuni o aderendo a uno dei due ambiti territoriali stabiliti per il futuro dalla Regione. Tra i 16 Comuni aderenti al progetto c'è anche Asso che accetta di pagare la sua quota per la valutazione degli impianti del gas di sua pertinenza per un totale di circa 12.070 euro metà pagati nel 2011 e metà a Febbraio 2012. La valutazione viene affidata agli specialisti di ANCITEL, emanazione di ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) di cui il nostro Sindaco fa parte ad alto livello. Proseguendo nell'iter però il Comune si scontra con la Comunità Montana perchè sostiene che la gara non si può fare e che è illegittima. Quattro Comuni esitano ma alla fine solo Asso e Civenna restano fuori mentre altri 14 partecipano. Da notare che Ancitel sembra non fosse esattamente dello stesso parere di Asso tanto che ha proseguito nella valutazione e nella consulenza specialistica. La gara viene indetta e nel frattempo esce una legge che fa chiarezza dichiarando legittimi gli appalti fatti prima della legge stessa.
Ma il bello viene con i risultati della gara d'appalto che dimostrano quanto i cittadini di Asso rimangano mazziati e cornuti ( scusate i termini ma quando ci vogliono....) grazie alla loro illuminata, previdente e preparatissima Amministrazione politica.
Ecco i dati: il vincitore ACSM AGAM darà ai Comuni ben il 50% del rendimento della rete mentre Ascopiave offriva il 30%  e Enel Gas il 27,4%. Il 50% ogni anno per ben 12 anni che per il Comune di Asso avrebbe voluto dire circa 130.000 euro all'anno per dodici anni.
Ma non è tutto dato che ACSM farà tutti i futuri allacciamenti gratis ed è una grossa cifra che i cittadini che si collegano risparmiano, mentre per gli scavi e allacciamenti per ampliare la rete i primi 80 metri saranno gratis (anzichè sei previsti dalla gara) e questo va a vantaggio del Comune che non dovrà spendere per i 74 metri i circa 150 euro al metro calcolati nel bando.
Ora Asso dovrà aderire ad un'altra gara d'appalto ma quese condizioni se le sognerà di notte. Evviva la litigiosità con gli altri Enti e l'isolarsi dai Comuni vicini .
Ed infatti la lungimiranza della nostra Amministrazione politica e la sua suscettibilità hanno buttato al vento più di 12.000 euro e rinunciato ad un sacco di soldi ogni anno ed è chiaro che la loro mancanza porterà ad aumenti delle tasse in un momento in cui ne faremmo volentieri a meno.
Non dimentichiamo poi l'aumento del 30% della tassa rifiuti fatta recentemente dal Comune e dovuta al fatto che l'Assessore di Asso presente in Giunta della Comunità Montana non ha letto con sufficiente attenzione il testo della gara d'appalto ed ha sostenuto in Consiglio che non era possibile non partecipare (e a quello del gas si???): è stato approvato un appalto estremamente penalizzante per i Comuni e i Cittadini che ha portato all'aumento di ben il 30%dei rifiuti e questo dopo che negli anni precedenti c'erano già stati gli adeguamenti dei prezzi all'indice ISTAT come da vecchio appalto, e la cosa si ripete col nuovo.
Come vedete, se non fosse che gli stangati siamo noi di Asso, ci sarebbe da ridere davanti alle incongruenze, alle contraddizioni e all'incapacità dei nostri eroi Amministratori!




 

ASSO COMUNE POVERO!

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ASSO COMUNE POVERO?
Si direbbe proprio di si almeno a giudicare da un fatto accaduto quasi due anni fa ma venuto alla ribalta su La Provincia solamente in questi giorni e direi che ciò sembra essere accaduto per esasperazione di un cittadino, o meglio di una cittadina, che si è probabilmente sentita presa per i fondelli da questa Amministrazione.
La Signora, di cui non faccio il nome per ovvii motivi, era caduta su un tratto di strada dissestata quasi due anni fa, rompendosi in malo modo una caviglia con successivo ricovero e lunga riabilitazione che non ha portato ad una completa guarigione ma lasciando una invalidità ad oggi vicina al 10%.
A quanto dicono pare che l'Amministrazione si era interessata subito assicurando il proprio interessamento per una rapida soluzione e il risarcimento del danno tramite l'Assicurazione. Quali che siano i motivi reali, la realtà è che dopo quasi due anni non vi è traccia di risarcimento ma anzi pare che, stando alle affermazioni in tribunale dell'avvocato del Comune, la colpa sia della stessa signora che, malgrado non potesse non essere al corrente che la strada era dissestata, ha voluto passare dove era sempre passata di solito per andare a fare la spesa. Sarebbe come se venissi investito da una macchina per strada e mi si dicesse: sei al corrente che le strade sono pericolose e quindi l'investimento è colpa tua perchè non sei rimasto a casa.
Chiaro che adesso la faccenda sia finita in tribunale che deciderà chi ha ragione e chi ha torto, anche se in questi casi di solito il Giudice ritiene responsabile il Comune di una scarsa manutenzione stradale.
Anche qui verranno spesi soldi nostri in procedimenti legali e l'Amministrazione sembra non sia in grado di trovare qualche migliaio di euro per andare incontro ad un proprio cittadino che purtroppo è stato costretto a spenderli per curarsi e che ora dovrebbe subire oltre al danno la beffa. Per altre cose ne trova molti di più come abbiamo fatto notare nel precedente articolo.
Da notare che la Signora in questione aveva cercato fino all'ultimo di non instaurare un procedimento giudiziario.
A quanto pare, tra l'altro, non è l'unica persona ad essere caduta in buche stradali o fondi sconnessi.
A questo punto mi domando: un cittadino di Asso per ottenere giustizia può solamente ricorrere a un Tribunale?. Pare di sì, almeno a giudicare dai possibili procedimenti legali  che mi risulta siano più di uno. Almeno uno di essi per risarcimenti, altri per controversie tra vicini in fatto di irregolarità commesse in edilizia e che, direttamente o indirettamente, tirano in ballo L'Amministrazione Comunale e il suo potere-dovere di controllo e di sanzionamento di irregolarità e illegittimità. Ma questo riguarderà uno dei prossimi articoli perchè richiede un approfondimento accurato.
Ma il caso più significativo e, perchè no, divertente è quello di un regalo di un terreno che un privato ha fatto all'Amministrazione e al quale noi dell'opposizione, come dimostrano i verbali del Consiglio, eravamo fieramente contrari in quanto avrebbe solo apportato spese in più al Comune che continua a piangere per non aver soldi!  Si è scoperto infatti, a regalo approvato, ( ci ha meravigliato molto che il Comune non ne fosse al Corrente oppure che ne fosse al corrente ma non ne avesse fatto cenno durante il Consiglio Comunale: non sappiamo quale sia la realtà) che il terreno era conteso dai vicini che ne reclamavano addirittura la proprietà per usucapione!!! E' intrigante il fatto che l'usucapione non può essere esercitata sui beni di proprietà comunale ma solo tra privati e che il procedimento di usucapione era stato instaurato dal privato verso un altro privato non molto tempo prima che il terreno fosse regalato.

Il brillante risultato è che l'Amministrazione (così brava, competente e previdente) ha dovuto subentrare nella causa con il vicino con in più il particolare che i procedimenti legali sono nel frattempo lievitati e sono diventati due o tre: ho perso il conto esatto!
Quel regalo oltre ai poco più di 700 euro per il passaggio di proprietà naturalmente pagati dal Comune quanto altro verrà a costare ora della fine? Come diceva TOTO': e io pago!.......E  anche in questo caso un cittadino si deve incontrare in tribunale con l'Amministrazione.           
D'accordo che il Sindaco è un avvocato, ma questa predilezione per le cause e i tribunali mi sembra un poco eccessiva e se il risultato sarà quello di vedersi dare torto e di sborsare un sacco di soldi beh, non applaudiremo di sicuro.

 

ASSO, COMUNE RICCO O POVERO? CI PIACEREBBE CAPIRLO! EDILIZIA MISTERIOSA E ALTRO

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Dopo più di un anno in cui, per motivi di salute, non mi sono sentito di seguire le faccende politiche di Asso e di scriverne sul sito, due sgridate per la mia assenza di persone che evidentemente mi leggevano mi hanno stimolato a reagire e a tornare ad interessarmi. A loro un ringraziamento!  Prima di vedermi in giro di persona nelle varie occasioni dovrà passare ancora del tempo, non so quanto. Ma è certo che sul sito sarò presente e che questo è il primo articolo dopo la pausa che mi permette di dirvi: sono tornato! E sarà seguito da altri come il titolo stesso preannuncia.
ASSO COMUNE RICCO!
sembrerebbe proprio di si a giudicare dalla facilità con cui vengono spese certe cifre. Per fare qualche esempio:
--il preventivo per il rotondone davanti al municipio è lievitato ultimamente da 350.000 euro a più di 450.000 euro. Siamo vicini al miliardo di lire prelevato dalle nostre tasche (anche i soldi della Provincia sono prelevati dalle nostre tasche) per un'opera la cui utilità continuo a considerare facilmente sostituibile da altre opere molto meno costose e che mettono in sicurezza anche la strada più a monte. Aggiungete anche i disagi che provocheranno i lavori della rotonda e la loro durata e considerate il ritardo con cui, grazie alla rotonda e ai soldi che si mangia, verranno effettuati i lavori per riqualificare le vie principali del centro paese ridotte da anni in uno stato pietoso a vedersi oltre che pericoloso per le gambe e le braccia dei pedoni. Per questi lavori infatti bisognerà trovare i soldi ma non solo per un lotto (una parte) ma per tutti e chissà quando accadrà e quindi quando verranno finiti i lavori: sicuramente non da questa Amministrazione!
Con quello che si potrebbe risparmiare non facendo la rotonda si potrebbe mettere in sicurezza la provinciale fino la bivio di Pagnano e rifare finalmente le strade del centro paese e i loro sottoservizi.
--- i 2.516,80 euro pagati ad uno studio legale per fare un ricorso al TAR contro la Comunità Montana per aver revocato i 50.000 euro per la rotonda che non erano stati spesi nei tempi previsti. Procedendo con la vertenza la cifra è destinata a salire molto di più, anche oltre il triplo, e, oltretutto, a mio parere le probabilità non sono certo tutte a favore del Comune. Senza contare la bella figura che fa un Comune di andare in tribunale contro un'altra Istituzione pubblica come la Comunità Montana. Litigare con tutti non è un bel segno. Eppure l'Amminstrazione di Asso sta litigando per i motivi più vari con un sacco di gente, da alcuni Comuni vicini ad un certo numero di propri concittadini. E le vertenze legali e no si moltiplicano!
... i 6.600 euro spesi "per sistemazione parziale della Piazza Ratti e della Piazza S. Maria Angeretta". Il centro paese e le nuove piazze già da un pò sono un fervere di fare e disfare con periodiche riparazioni di tubazioni e di fondo stradale per l'ostinazione dimostrata dai cubetti di porfido nel volersene andare da dove sono stati messi. Sicuramente le riparazioni periodiche continueranno visto che per bellezza si è voluto mettere il porfido e le griglie in pietra dove passa tutto il traffico in uscita dal paese , camion compresi. A quando una soluzione definitiva che non faccia più buttare soldi inutilmente?
---i 6.065 euro spesi " per assistenza giuridico-legale e tecnico-ingegneristica nell'appalto per la concessione di distribuzione del gas". Ma possibile che un Comune non abbia al proprio interno una persona (che so, ad esempio il Segretario Comunale) che abbia conoscenze giuridico-legali sufficienti per la preparazione di un appalto? La sola assistenza tecnico-ingegneristica immagino che sarebbe costata decisamente meno.  Accidenti, sono tanti soldi per delle valutazioni e dei consigli!!  ma sicuramente saranno serviti ad ottenere le migliori condizioni e quindi a far risparmiare i cittadini per i prossimi dodici o più anni.
Prossimamente cercheremo di capire, e quindi di spiegarvi, se è vero: anche per le mie tasche oltre che per le vostre spero di si!
 

ROTONDA, SCAVI E FINE DEI CEDRI DI ASSO. I PROGETTI E LE MISURE DELLO SCEMPIO

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Da un esame approfondito dei progetti del rotondone ( grande sia come misure che come costo) appare in tutta la sua evidenza la volontà di questa amministrazione di danneggiarne irrimediabilmente le radici alla faccia della Soprintendenza, della Forestale e di tutti e due i periti non rispettando le prescrizioni di nessuno di essi.
Nell'articolo precedente avevamo riportato le prescrizioni della Soprintendenza e della Forestale oltre al parere di entrambe i periti sui possibili danni alle radici, e quindi alla stabilità e alla salute dei cedri, in seguito a scavi nell'aiuola che li ospita.
Le misure che vi darò di seguito le ho ricavate dal progetto del Comune che riporterò sotto l'articolo come files PDF su cui basta cliccare per visualizzarli, in modo che ognuno possa fare le sue considerazioni e rapportarle alle tranquillizzanti, per non dire soporifere per la pubblica opinione, parole degli Amministratori.
Il rotondone avrà una larghezza complessiva di 26 metri, cui però vanno aggiunti la cunetta per le acque piovane (1/2 metro per parte) ed i marciapiedi di un metro e mezzo l'uno.
Ma la parte che ci interessa è quella dalla parte del muro della ex Locanda che, come riportato nell'articolo precedente, prevede la prescrizione della Forestale di non toccare, o almeno di farlo in misura minima, le parti Sud ed Est dell'aiuola: esattamente quelle interessate dalle misure che riporteremo più sotto. Nel PDF MISURE DELLA DISTRUZIONE ho aggiunto nella tavola alcuni commenti per renderla comprensibile a chiunque sappia fare quattro conti e rapporti la dimensione del progetto alle misure effettive che vengono riportate sia nell'artcolo che sulla tavola.
Ognuno potrà capire come le precrizioni della Soprintendenza e della Forestale, che impongono di non danneggiare e lasciar respirare le radici, siano esattamente l'opposto di quanto prevede il progetto e gli scavi che prevede: la Soprintendenza così come la Prefettura non sono entrate nel merito del progetto che è di responsabilità esclusiva del Comune ma si sono limitate a dire, l'una che bisogna salvaguardare i cedri e l'altra che una rotonda può andar bene a risolvere il problema della sicurezza in quel punto e questo perchè l'Amministrazione non ha mai proposto altre soluzioni anche se sono numerose e più complete per la sicurezza  pure del tratto a monte della rotonda come più volte abbiamo fatto presente in Consiglio e sui giornali. Quando dicono che la Prefettura li sollecita a fare la rotonda dovrebbero far vedere qualche carta che lo dimostri e lo stesso dovrebbero fare per tante altre cose che vanno in giro a propinare a chiacchiere agli Assesi.

Ma torniamo alle misure:
Il muro attuale della Locanda verrà abbattuto e ne verrà costruito uno nuovo, molto più in dentro verso i cedri, in cemento armato che, rispetto al livello attuale della superficie dell'aiuola, scenderà fino a 2,90 metri di profondità con alla base un piede di sostegno della larghezza di 1,15 metri
mentre il muro stesso avrà uno spessore di 30 centimetri. Questo perchè devono abbassare la strada per mettere in piano la rotonda.
Una parte dell'aiuola verra addirittura occupata dalla sede stradale per un tratto che ho calcolato superiore ai tre metri e forse fino a quattro metri. L'ho ricavato facendo la proporzione, in base alla tavola del progetto, tra la larghezza dei muri e del marciapiede sopraelevato, che è precisamente di 1,95 metri comprendendo i due muri che lo delimitano, e la larghezza che verrà mangiata all'aiuola dalla strada e dalla cunetta per le acque meteoriche. Non è un caso che gli Amministratori vogliano dai Condòmini della Locanda ben 90 metri di aiuola sui 200 circa complessivi.
Il piano della strada verrà esattamente, secondo il progetto, a 2,10 metri sotto il livello dell'aiuola: un bel muro più alto dell'attuale che sicuramente abbellirà parecchio l'ambiente e l'ingresso del paese e sarà il nuovo simbolo dell'industriosità di Asso. Muri al posto di alberi e aiuole verdi.

Il marciapiede
, che secondo loro permetterà di risparmiare i cedri, sarà largo 1,5 metri più 25 centimetri di muretto interno di confine con la Locanda. Peccato che preveda uno scavo della superficie dell'aiuola di circa mezzo metro di profondità per permettere la posa di una rete metallica affogata nel calcestruzzo con sopra uno strato di sabbia che supporta uno strato di autobloccanti: alla faccia del lasciar respirare le radici, o almeno quelle che resteranno dopo aver distrutto quelle superficiali comprese nel primo mezzo metro di terra.

Ma guardate i progetti qui sotto e fatevi la vostra opinione e, se lo ritenete, diteci le vostre conclusioni e le vostre impressioni nella sezione del menu "Esprimi la tua opinione" che permette commenti senza limiti di righe o di numero di parole.

Allegati:
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CEDRI DI ASSO. CONSIDERAZIONI SULLE CONCLUSIONI DELLE PERIZIE DI PARTE, DELLA FORESTALE E DELLA SOPRINTENDENZA

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Stando alle considerazioni dello stesso perito del Comune, Dr Guzzetti, i lavori di scavo, per non danneggiare i cedri, dovrebbero restare ad una distanza minima di 5-6 volte il diametro del tronco e quindi di non meno di 5,60 metri dal cedro n° 1 (il più piccolo di diametro = 112 cm) e a non meno di 7,20 metri dal cedro n° 2 (il più grande di diametro = 144 cm). Questo se la distanza è di 5 volte il diametro, mentre se si considera l'opzione di 6 volte il diametro le distanze da rispettare da parte degli scavi salgono rispettivamente a 6,72 metri e a 8,64 metri.

Considerato che, in base al progetto esecutivo, dovranno comunque essere eseguiti degli scavi addirittura fino a quattro metri all'interno dell'aiuola nel punto più a monte , siamo praticamente certi del fatto che le radici verranno danneggiate ed in ogni caso lo spazio vitale dei cedri, utile alla loro funzionalità e nutrizione, verrà drasticamente ridotto dei circa 90 m2 di aiuola (sui 200 m2 circa dell'aiuola attuale) necessari alla realizzazione della rotonda.

Le rassicurazioni che Sindaco e Giunta si affannano a spendere a piene mani sulla salvaguardia dei cedri ci suonano decisamente stonate e fasulle rispetto all'evidenza dei numeri e alle prescrizioni della Forestale.

Se a ciò si aggiunge che la proprietà dei cedri resterà in capo ai condomini della ex Locanda e che quindi in caso di danni ai cedri o provocati dai cedri dovranno risponderne personalmente il quadretto finale appare come una presa in giro (ma come siamo educati!) di tutti quelli che si preoccupano della salute dei cedri stessi.

Le distanze di cui sopra, non dimentichiamolo, sono necessarie a detta dello stesso perito del Comune a mantenere inalterata la stabilità e la salute dei cedri che comunque, secondo lui, già nelle condizioni attuali risultano compromesse.

Anche il nostro Perito, Dr Buizza, paventa che nuovi scavi possano rendere instabili gli alberi che, nelle condizioni attuali, secondo lui, non lo sono e la Relazione della Forestale lo conferma.

E così le “patologie occulte” nominate nella relazione della Forestale come sempre possibili ma da dimostrare con esami specialistici, malgrado tutte le apparenze di perfetta salute e stabilità dei cedri, sono destinati a diventare l'ultima motivazione e speranza dell'Amministrazione di abbattere i cedri.

Sarà però necessario effettuare ulteriori accertamenti, questa volta strumentali.

Non vorremmo che si ripetesse il ballo e la telenovela delle perizie al quale comunque noi siamo pronti se non ci saranno garanzie di obbiettività e trasparenza da parte dell'Amministrazione in carica.

Come il Dr Buizza anche la Forestale non parla di accorciare i rami sulla strada ma si raccomanda di tenerla ben pulita da aghi e quant'altro. Le piante vanno solo potate nei rami secchi o danneggiati.

Una domanda viene spontanea: chi si assumerà la responsabilità se dopo i lavori i cedri diventano instabili e vanno abbattuti? In fin dei conti sono di proprietà del Condominio. E le spese non indifferenti dell'abbattimento di chi saranno a carico? E lo scempio paesistico e ambientale verrà pagato da qualcuno? Improbabile!

Speriamo che la Forestale, così come afferma anche la Soprintendenza, segua da vicino lo svolgimento degli esami e ci assicuri della loro obbiettività!

MA LA ROTONDA SI DEVE FARE!!!!

 Stralcio Relazione del DR. BUIZZA

 Il cedro n° 1 presenta una circonferenza (misurata a m 1,30 da terra) di cm 353, corrispondente ad una sezione (teorica) regolare di 112 cm di diametro (circ./3,14). Il cedro n° 2 presenta una circonferenza di cm 453, corrispondente ad una sezione (teorica) regolare di 144 cm di diametro (453/3,14).

L’altezza dei cedri, ben documentata dalle fotografie allegate alla presente relazione, è solo apparentemente diversa: l’albero più sottile sembra più alto di qualche decimetro ma, se si tiene conto anche della differenza di quota del terreno, le altezze si equivalgono (vedi foto 7 – 9 – 11 – 13). L’altezza misurata con l’ipsometro, pur con qualche possibile errore di valutazione dovuta alla limitatezza degli spazi attorno agli alberi e alla mancanza di punte svettanti, è stata calcolata di circa 28 metri. Queste semplici misurazioni non trovano riscontro nella relazione del dott. Guzzetti che stima invece gli alberi di qualche metro più alti (32 e 34 m), senza peraltro indicare come sono stati misurati, ma soprattutto li stima molto più modesti di diametro (rispettivamente 100 e 120 cm).

Altre cause di instabilità

La causa più frequente di ribaltamento di alberi è la manipolazione traumatica e la riduzione delle radici a causa di lavori al terreno, scavi, repentini abbassamenti di quota del terreno a breve distanza dal fusto.

Tali alterazioni possono creare le condizioni favorevoli all’insediamento di armillaria e di altri funghi lignicoli (di cui si è trattato poc’anzi), ma, con effetti ben più dirompenti, possono ridurre l’ancoraggio meccanico della pianta al terreno.

Minore è la distanza dello scavo dal piede dell’albero e maggiore è il rischio di ribaltamento; maggiore è la profondità dello scavo in prossimità del fusto e maggiore è il rischio di ribaltamento; maggiore è il settore dell’apparato radicale in cui viene eseguito lo scavo e più labile resterà l’ancoraggio al terreno. Lo spazio rimasto a disposizione delle radici del cedro n° 2 (m 3,90 dalla base del fusto al muretto dell’aiola nel punto più stretto) è sufficiente a contenere l’apparato radicale del cedro.

Nella malaugurata ipotesi che, per la realizzazione della rotonda, si debbano eseguire nuovi scavi per ottenere una diversa e più funzionale aiuola o per modificare le quote dei tracciati stradali, deve essere attentamente valutata l’incidenza che tali scavi potranno avere sugli apparati radicali: se nel corso dei lavori precedenti non si sono registrati danni irreparabili e gli alberi hanno reagito positivamente non è detto che nuove ulteriori riduzioni o manomissioni sortiscano il medesimo risultato. In prospettiva di effettuare nuovi scavi attorno agli alberi si consiglia di procedere ad una preventiva ispezione degli apparati radicali, da portare alla luce con tecniche non distruttive e valutare successivamente se ridurre ulteriormente le radici garantendo la stabilità degli alberi o rinunciare piuttosto definitivamente alla realizzazione degli scavi per non compromettere irreparabilmente la salute e la stabilità dei cedri. E’ opportuno precisare che, per quanto attiene la stabilità degli alberi, non è possibile fornire una garanzia assoluta e perpetua della loro stabilità. Sono a tutti note le forze della natura che, in circostanze particolari, sono i grado di provocare morti e distruzioni in misura imprevedibile. Le trombe d’aria e gli uragani sono i grado, oltre che di sradicare gli alberi sani, di scoperchiare e demolire tetti e provocare danni strutturali a torri e campanili: non si abbattono però le torri e i campanili per questo motivo. Inoltre i rilievi eseguiti nel 2010 potrebbero non essere confermati nel 2015 o nel 2020 perché, nel frattempo, si potrebbero manifestare sintomi nuovi e diversi. La realizzazione di nuovi scavi potrebbe rendere instabili gli alberi perciò la responsabilità rispetto a situazioni di instabilità futura dovranno essere addebitate a chi assumerà la decisione di scavare attorno e in vicinanza dei fusti.

In vista della auspicata conservazione è consigliata l’esecuzione di una generale ripulitura delle porzioni secche al fine di eliminare ogni possibile caduta di parti secche sulla strada e sul marciapiede, nonchè per dare maggiore permeabilità alla chioma, senza eseguire altri tagli di rami verdi o delle punte. Il livello di sicurezza si può quindi incrementare attraverso semplici operazioni di ordinaria manutenzione.

 

 

Stralcio Relazione del DR GUZZETTI (perito del Comune)

Relativamente poi alla porzione di terreno occupato dalle radici con funzione di sostegno meccanico da numerose prove eseguite sono emerse importanti indicazioni, soprattutto a carico delle piante caratterizzate da un apparato radicale espanso lateralmente piuttosto che in profondità che confermano la sopra esposta affermazione, infatti nell'esecuzione di scavi, al fine di non intaccare i parametri della stabilità degli alberi è opportuno mantenere adeguate distanze dal tronco.

La lunghezza totale delle radici, che garantiscono un valido apporto di sostanze nutritive e dunque l'efficienza della pianta, è risultata in alcuni casi superiore al diametro del tronco di ben 5 volte, da ciò consegue la raccomandazione prudenziale di rispettare, in caso di scavi, una distanza pari a 5-6 volte il diametro della pianta.

Le condizioni insediative non sono né adatte né adeguate a garantire sopravvivenza, senza pericoli di schianto, per una pianta delle dimensioni accertate.

 

Stralcio Prescrizioni della SOPRINTENDENZA

Dalla relazione (della Forestale n.d.r.) emerge che le alberature, allo stato attuale e nei limiti delle verifiche effettuate, sono “in buone condizioni vegetative e non presentano particolari sintomi di instabilità, a meno di patologie occulte che non è possibile indagare se non con attrezzature ed approfondimenti specialistici”.

...nel caso gli esiti degli esami escludessero la presenza di elementi di instabilità, la relazione ritiene le opere viabilistiche previste compatibili con il mantenimento degli esemplari, indicando gli accorgimenti necessari sia in fase di realizzazione che di successiva manutenzione, ai quali anche questa Soprintendenza chiede di attenersi puntualmente.

Si invita pertanto ad attenersi alle indicazioni fornite nell'allegata relazione del Corpo Forestale rimanendo a disposizione per ogni possibile chiarimento nonché riservandosi di verificare ogni ulteriore sviluppo alla luce degli esiti dei richiesti accertamenti.

 

Stralcio Relazione della FORESTALE

In ogni caso, per le dimensioni, la posizione, le condizioni vegetative ed il portamento, si tratta di due esemplari di notevolissimo valore estetico e paesaggistico.

….Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene innanzitutto che gli esemplari in esame allo stato attuale, siano in buone condizioni vegetative e non presentino particolari sintomi di instabilità a meno di patologie occulte che non è possibile indagare se non con attrezzature ed approfondimenti specialistici che devono essere posti in atto da studi professionali (tomografo sonico, resistograph a ultrasuoni). Il problema principale per quanto riguarda la situazione futura,ed il mantenimento o l'abbattimento degli esemplari, riguarda l'impossibilità di prevedere quali possano essere le condizioni di stabilità degli stessi una volta effettuati i lavori di realizzazione della rotonda.

...Gli scavi, che interesserebbero il lato Est dell'aiuola, andrebbero a ridurre almeno parzialmente lo spazio per le radici, e sarebbe impossibile, dato il dislivello presente sui lati Sud ed Est, mantenere intatte le radici presenti in tale spazio. Ciò potrebbe costituire un peggioramento delle condizioni di stabilità, ma solo valutazioni strumentali tramite tecniche sofisticate potrebbero consentire una valutazione precisa.

Qualora gli esami specialistici (dei tronchi e delle radici n.d.r) escludessero invece la presenza di elementi di instabilità, confermando le buone condizioni sia dei fusti che degli apparati radicali, allora la realizzazione della rotonda potrebbe essere compatibile con il mantenimento degli esemplari, con l'adozione di particolari accorgimenti in fase di realizzazione:

  • mantenere il centro della rotatoria il più possibile distante dal lato Sud dell'aiuola, in modo da non interessare la zolla di terra soprastante il muretto di contenimento, in quello che al momento è il punto apparentemente più debole;

  • evitare, nel corso dei lavori, ogni possibile danno alle radici nel lato Est e soprattutto nel lato Sud dell'aiuola

  • evitare di consentire un calpestio del terreno dell'aiuola, in modo da mantenere sempre ben aerato il terreno ed evitare di costipare le radici; (e il marciapiede tiene aerato il terreno? n.d.r.)

  • effettuare operazioni di buona manutenzione degli esemplari, come ripulitura dei rami secchi, verifica e cura di eventuali ferite sul fusto, anche ad alta quota, per evitare l'ingresso di patogeni;

  • sarebbe anche utile effettuare una valutazione preventiva per l'esecuzione di eventuali ancoraggi di sicurezza, che possono garantire una migliore stabilità degli esemplari anche in caso di eventi eccezionali

 Dal punto di vista tecnico bisogna poi ricordare che, in caso di permanenza degli esemplari e di contestuale realizzazione della rotonda, la chioma dell'esemplare Sud si estenderebbe per buona parte sulla rotonda stessa, e si avrebbe una continua caduta di aghi, di polline, di fiori e di squame di strobili sulla strada; pertanto sarà necessario raccomandare una costante opera di pulizia (della strada n.d.r.), per evitare il crearsi di una pericolosa poltiglia scivolosa sul manto stradale.

 Si ritiene invece non praticabile la possibilità di abbattere solo l'esemplare Sud, perchè l'esemplare rimasto avrebbe la chioma sbilanciata e spoglia per tutto il lato attualmente a contatto con l'esemplare S. Il risultato, anche dal punto di vista paesaggistico, sarebbe abbastanza deludente

 

 

RICORSO AL TAR INTEGRALE

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In mancanza di qualsiasi informazione im merito al ricorso al TAR da parte dell'Amministrazione abbiamo deciso di presentare un'interrogazione a risposta in Consiglio e per renderla maggiormente comprensibile a chi legge pubblichiamo anche il testo integrale del ricorso al TAR della società del supermercato.
Oltre all'interrogazione abbiamo anche presentato una mozione (è una proposta che facciamo al Consiglio e alla Maggioranza, da votare) che andrà discussa nel primo Consiglio che verrà convocato (non sappiamo quando) in cui chiediamo che sia revocata l'autorizzazione all'apertura della Sala Giochi nella ex Locanda Maggiore in base al nuovo Regolamento che, su nostra sollecitazione, è stato presentato e approvato dal Consiglio Comunale negli ultimi mesi del 2010.
Noi dell'Opposizione, astiosi, irosi, denigratori dell'operato di Sindaco e giunta, che non facciamo mai proposte (così ci ha definiti il Sindaco sul giornale La Provincia nel farci gli auguri di Natale (evviva lo spirito del Natale!) e che ci ha accusato di falso, e quindi di essere bugiardi, sul giornale di due giorni fa, continuiamo sereni, malgrado le contumelie, nel nostro compito istituzionale di controllare, stimolare e incalzare Sindaco, Giunta e Maggioranza a fare meglio di quanto abbiano fatto finora, per il bene del nostro paesello che merita il meglio, e non le figuracce addirittura a livello nazionale sui progetti strategici (Supermercato alla Vallategna e Cedri del Libano)  e l'ordinaria amministrazione di tutti i giorni che può benissimo essere portata avanti dai Dirigenti degli uffici comunali.


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Il Comune prende possesso dell'area della Vallategna

Un grande grazie a tutti coloro, assesi e non, che hanno provocato il brillante risultato di quest'ultima intervista del Sindaco a TVS con la loro partecipazione alle varie manifestazioni di protesta e alla raccolta delle 2735 firme per salvare cascata e cedri di Asso.
La conversione alle nostre idee da parte dell'Amministrazione di Asso è stata completa come si può constatare con assoluta certezza dalla intervista a TVS del 24 Febbraio 2010, in cui il Sindaco descrive con entusiasmo quanto sarà bello e conveniente per i cittadini di Asso il Supermercato, definito media superficie di vendita, e quanto guadagnerà in visibilità e accessibilità la cascata con la favola di 2000 mq di parco pubblico costituiti in realtà da parcheggi, pezzo di strada provinciale e anche dalla superfici verticali del terreno. Per completezza di informazione riportiamo detta intervista del 24 Febbraio 2010, quella di risposta di Roberto Zanetti dell'11 Marzo 2010 che smonta le favole del Sindaco e quella recentissima del 21 Aprile 2012 in cui il Sindaco ci spiega invece chiaramente come il parco pubblico sotto la cascata sia sempre stato il sogno di tutti gli Amministratori di Asso, compreso il Vicesindaco, allora Sindaco, quando ha fatto la variante del 2002 sui terreni della cascata facendovi un'edificabilità altissima derivante perfino dalle pareti verticali di roccia che lo delimitano
Ricordo che le manifestazioni e la raccolta firme erano state bollate come buffonate dagli Amministratori e quattro gatti quelli che protestavano! Naturalmente prima che si conoscessero risultati e numeri.
Sindaco e vicesindaco nell'ultimo video appaiono finalmente felici nel vagare nella piccola foresta attorno alle vecchie case sotto la cascata completamente dimentichi delle passate affermazioni e figuracce.
La nostra modesta proposta di minoranza sulla zona: un progetto discusso e condiviso da tutti comprese minoranze, associazioni del territorio, Comuni limitrofi, Comunità Montana e Regione Lombardia che interessi non solo la parte sottostante la cascata ma anche, a monte, il torrente Toce fino a Valbrona e il Lambro fino quasi a Caslino.
Scopo:
creare una zona naturalisticamente protetta e predisposta per l'utilizzo pedonale ( come il Segrino ) con protezione dalla cementificazione e reperimento di fondi anche europei grazie all'azione di tutti gli Enti coinvolti.
Certo sarebbe necessario non litigare con nessuno specialmente da parte degli Enti Istituzionali e qui sta il difficile essendo coinvolto il Comune di Asso!!!

24 Febbraio 2010 TVS: Intervista al Sindaco


11 Marzo 2010 TVS: Serata Pubblica delle minoranze


21 Aprile 2012 TVS: Intervista al Sindaco