Stando alle considerazioni dello stesso perito del Comune, Dr Guzzetti, i lavori di scavo, per non danneggiare i cedri, dovrebbero restare ad una distanza minima di 5-6 volte il diametro del tronco e quindi di non meno di 5,60 metri dal cedro n° 1 (il più piccolo di diametro = 112 cm) e a non meno di 7,20 metri dal cedro n° 2 (il più grande di diametro = 144 cm). Questo se la distanza è di 5 volte il diametro, mentre se si considera l'opzione di 6 volte il diametro le distanze da rispettare da parte degli scavi salgono rispettivamente a 6,72 metri e a 8,64 metri.
Considerato che, in base al progetto esecutivo, dovranno comunque essere eseguiti degli scavi addirittura fino a quattro metri all'interno dell'aiuola nel punto più a monte , siamo praticamente certi del fatto che le radici verranno danneggiate ed in ogni caso lo spazio vitale dei cedri, utile alla loro funzionalità e nutrizione, verrà drasticamente ridotto dei circa 90 m2 di aiuola (sui 200 m2 circa dell'aiuola attuale) necessari alla realizzazione della rotonda.
Le rassicurazioni che Sindaco e Giunta si affannano a spendere a piene mani sulla salvaguardia dei cedri ci suonano decisamente stonate e fasulle rispetto all'evidenza dei numeri e alle prescrizioni della Forestale.
Se a ciò si aggiunge che la proprietà dei cedri resterà in capo ai condomini della ex Locanda e che quindi in caso di danni ai cedri o provocati dai cedri dovranno risponderne personalmente il quadretto finale appare come una presa in giro (ma come siamo educati!) di tutti quelli che si preoccupano della salute dei cedri stessi.
Le distanze di cui sopra, non dimentichiamolo, sono necessarie a detta dello stesso perito del Comune a mantenere inalterata la stabilità e la salute dei cedri che comunque, secondo lui, già nelle condizioni attuali risultano compromesse.
Anche il nostro Perito, Dr Buizza, paventa che nuovi scavi possano rendere instabili gli alberi che, nelle condizioni attuali, secondo lui, non lo sono e la Relazione della Forestale lo conferma.
E così le “patologie occulte” nominate nella relazione della Forestale come sempre possibili ma da dimostrare con esami specialistici, malgrado tutte le apparenze di perfetta salute e stabilità dei cedri, sono destinati a diventare l'ultima motivazione e speranza dell'Amministrazione di abbattere i cedri.
Sarà però necessario effettuare ulteriori accertamenti, questa volta strumentali.
Non vorremmo che si ripetesse il ballo e la telenovela delle perizie al quale comunque noi siamo pronti se non ci saranno garanzie di obbiettività e trasparenza da parte dell'Amministrazione in carica.
Come il Dr Buizza anche la Forestale non parla di accorciare i rami sulla strada ma si raccomanda di tenerla ben pulita da aghi e quant'altro. Le piante vanno solo potate nei rami secchi o danneggiati.
Una domanda viene spontanea: chi si assumerà la responsabilità se dopo i lavori i cedri diventano instabili e vanno abbattuti? In fin dei conti sono di proprietà del Condominio. E le spese non indifferenti dell'abbattimento di chi saranno a carico? E lo scempio paesistico e ambientale verrà pagato da qualcuno? Improbabile!
Speriamo che la Forestale, così come afferma anche la Soprintendenza, segua da vicino lo svolgimento degli esami e ci assicuri della loro obbiettività!
MA LA ROTONDA SI DEVE FARE!!!!
Stralcio Relazione del DR. BUIZZA
Il cedro n° 1 presenta una circonferenza (misurata a m 1,30 da terra) di cm 353, corrispondente ad una sezione (teorica) regolare di 112 cm di diametro (circ./3,14). Il cedro n° 2 presenta una circonferenza di cm 453, corrispondente ad una sezione (teorica) regolare di 144 cm di diametro (453/3,14).
L’altezza dei cedri, ben documentata dalle fotografie allegate alla presente relazione, è solo apparentemente diversa: l’albero più sottile sembra più alto di qualche decimetro ma, se si tiene conto anche della differenza di quota del terreno, le altezze si equivalgono (vedi foto 7 – 9 – 11 – 13). L’altezza misurata con l’ipsometro, pur con qualche possibile errore di valutazione dovuta alla limitatezza degli spazi attorno agli alberi e alla mancanza di punte svettanti, è stata calcolata di circa 28 metri. Queste semplici misurazioni non trovano riscontro nella relazione del dott. Guzzetti che stima invece gli alberi di qualche metro più alti (32 e 34 m), senza peraltro indicare come sono stati misurati, ma soprattutto li stima molto più modesti di diametro (rispettivamente 100 e 120 cm).
Altre cause di instabilità
La causa più frequente di ribaltamento di alberi è la manipolazione traumatica e la riduzione delle radici a causa di lavori al terreno, scavi, repentini abbassamenti di quota del terreno a breve distanza dal fusto.
Tali alterazioni possono creare le condizioni favorevoli all’insediamento di armillaria e di altri funghi lignicoli (di cui si è trattato poc’anzi), ma, con effetti ben più dirompenti, possono ridurre l’ancoraggio meccanico della pianta al terreno.
Minore è la distanza dello scavo dal piede dell’albero e maggiore è il rischio di ribaltamento; maggiore è la profondità dello scavo in prossimità del fusto e maggiore è il rischio di ribaltamento; maggiore è il settore dell’apparato radicale in cui viene eseguito lo scavo e più labile resterà l’ancoraggio al terreno. Lo spazio rimasto a disposizione delle radici del cedro n° 2 (m 3,90 dalla base del fusto al muretto dell’aiola nel punto più stretto) è sufficiente a contenere l’apparato radicale del cedro.
Nella malaugurata ipotesi che, per la realizzazione della rotonda, si debbano eseguire nuovi scavi per ottenere una diversa e più funzionale aiuola o per modificare le quote dei tracciati stradali, deve essere attentamente valutata l’incidenza che tali scavi potranno avere sugli apparati radicali: se nel corso dei lavori precedenti non si sono registrati danni irreparabili e gli alberi hanno reagito positivamente non è detto che nuove ulteriori riduzioni o manomissioni sortiscano il medesimo risultato. In prospettiva di effettuare nuovi scavi attorno agli alberi si consiglia di procedere ad una preventiva ispezione degli apparati radicali, da portare alla luce con tecniche non distruttive e valutare successivamente se ridurre ulteriormente le radici garantendo la stabilità degli alberi o rinunciare piuttosto definitivamente alla realizzazione degli scavi per non compromettere irreparabilmente la salute e la stabilità dei cedri. E’ opportuno precisare che, per quanto attiene la stabilità degli alberi, non è possibile fornire una garanzia assoluta e perpetua della loro stabilità. Sono a tutti note le forze della natura che, in circostanze particolari, sono i grado di provocare morti e distruzioni in misura imprevedibile. Le trombe d’aria e gli uragani sono i grado, oltre che di sradicare gli alberi sani, di scoperchiare e demolire tetti e provocare danni strutturali a torri e campanili: non si abbattono però le torri e i campanili per questo motivo. Inoltre i rilievi eseguiti nel 2010 potrebbero non essere confermati nel 2015 o nel 2020 perché, nel frattempo, si potrebbero manifestare sintomi nuovi e diversi. La realizzazione di nuovi scavi potrebbe rendere instabili gli alberi perciò la responsabilità rispetto a situazioni di instabilità futura dovranno essere addebitate a chi assumerà la decisione di scavare attorno e in vicinanza dei fusti.
In vista della auspicata conservazione è consigliata l’esecuzione di una generale ripulitura delle porzioni secche al fine di eliminare ogni possibile caduta di parti secche sulla strada e sul marciapiede, nonchè per dare maggiore permeabilità alla chioma, senza eseguire altri tagli di rami verdi o delle punte. Il livello di sicurezza si può quindi incrementare attraverso semplici operazioni di ordinaria manutenzione.
Stralcio Relazione del DR GUZZETTI (perito del Comune)
Relativamente poi alla porzione di terreno occupato dalle radici con funzione di sostegno meccanico da numerose prove eseguite sono emerse importanti indicazioni, soprattutto a carico delle piante caratterizzate da un apparato radicale espanso lateralmente piuttosto che in profondità che confermano la sopra esposta affermazione, infatti nell'esecuzione di scavi, al fine di non intaccare i parametri della stabilità degli alberi è opportuno mantenere adeguate distanze dal tronco.
La lunghezza totale delle radici, che garantiscono un valido apporto di sostanze nutritive e dunque l'efficienza della pianta, è risultata in alcuni casi superiore al diametro del tronco di ben 5 volte, da ciò consegue la raccomandazione prudenziale di rispettare, in caso di scavi, una distanza pari a 5-6 volte il diametro della pianta.
Le condizioni insediative non sono né adatte né adeguate a garantire sopravvivenza, senza pericoli di schianto, per una pianta delle dimensioni accertate.
Stralcio Prescrizioni della SOPRINTENDENZA
Dalla relazione (della Forestale n.d.r.) emerge che le alberature, allo stato attuale e nei limiti delle verifiche effettuate, sono “in buone condizioni vegetative e non presentano particolari sintomi di instabilità, a meno di patologie occulte che non è possibile indagare se non con attrezzature ed approfondimenti specialistici”.
...nel caso gli esiti degli esami escludessero la presenza di elementi di instabilità, la relazione ritiene le opere viabilistiche previste compatibili con il mantenimento degli esemplari, indicando gli accorgimenti necessari sia in fase di realizzazione che di successiva manutenzione, ai quali anche questa Soprintendenza chiede di attenersi puntualmente.
Si invita pertanto ad attenersi alle indicazioni fornite nell'allegata relazione del Corpo Forestale rimanendo a disposizione per ogni possibile chiarimento nonché riservandosi di verificare ogni ulteriore sviluppo alla luce degli esiti dei richiesti accertamenti.
Stralcio Relazione della FORESTALE
In ogni caso, per le dimensioni, la posizione, le condizioni vegetative ed il portamento, si tratta di due esemplari di notevolissimo valore estetico e paesaggistico.
….Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene innanzitutto che gli esemplari in esame allo stato attuale, siano in buone condizioni vegetative e non presentino particolari sintomi di instabilità a meno di patologie occulte che non è possibile indagare se non con attrezzature ed approfondimenti specialistici che devono essere posti in atto da studi professionali (tomografo sonico, resistograph a ultrasuoni). Il problema principale per quanto riguarda la situazione futura,ed il mantenimento o l'abbattimento degli esemplari, riguarda l'impossibilità di prevedere quali possano essere le condizioni di stabilità degli stessi una volta effettuati i lavori di realizzazione della rotonda.
...Gli scavi, che interesserebbero il lato Est dell'aiuola, andrebbero a ridurre almeno parzialmente lo spazio per le radici, e sarebbe impossibile, dato il dislivello presente sui lati Sud ed Est, mantenere intatte le radici presenti in tale spazio. Ciò potrebbe costituire un peggioramento delle condizioni di stabilità, ma solo valutazioni strumentali tramite tecniche sofisticate potrebbero consentire una valutazione precisa.
Qualora gli esami specialistici (dei tronchi e delle radici n.d.r) escludessero invece la presenza di elementi di instabilità, confermando le buone condizioni sia dei fusti che degli apparati radicali, allora la realizzazione della rotonda potrebbe essere compatibile con il mantenimento degli esemplari, con l'adozione di particolari accorgimenti in fase di realizzazione:
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mantenere il centro della rotatoria il più possibile distante dal lato Sud dell'aiuola, in modo da non interessare la zolla di terra soprastante il muretto di contenimento, in quello che al momento è il punto apparentemente più debole;
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evitare, nel corso dei lavori, ogni possibile danno alle radici nel lato Est e soprattutto nel lato Sud dell'aiuola
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evitare di consentire un calpestio del terreno dell'aiuola, in modo da mantenere sempre ben aerato il terreno ed evitare di costipare le radici; (e il marciapiede tiene aerato il terreno? n.d.r.)
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effettuare operazioni di buona manutenzione degli esemplari, come ripulitura dei rami secchi, verifica e cura di eventuali ferite sul fusto, anche ad alta quota, per evitare l'ingresso di patogeni;
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sarebbe anche utile effettuare una valutazione preventiva per l'esecuzione di eventuali ancoraggi di sicurezza, che possono garantire una migliore stabilità degli esemplari anche in caso di eventi eccezionali
Dal punto di vista tecnico bisogna poi ricordare che, in caso di permanenza degli esemplari e di contestuale realizzazione della rotonda, la chioma dell'esemplare Sud si estenderebbe per buona parte sulla rotonda stessa, e si avrebbe una continua caduta di aghi, di polline, di fiori e di squame di strobili sulla strada; pertanto sarà necessario raccomandare una costante opera di pulizia (della strada n.d.r.), per evitare il crearsi di una pericolosa poltiglia scivolosa sul manto stradale.
Si ritiene invece non praticabile la possibilità di abbattere solo l'esemplare Sud, perchè l'esemplare rimasto avrebbe la chioma sbilanciata e spoglia per tutto il lato attualmente a contatto con l'esemplare S. Il risultato, anche dal punto di vista paesaggistico, sarebbe abbastanza deludente